Le prime notizie scritte sul coniglio risalgono al cinquecento circa a.C., quando Confucio ne consigliava l’allevamento per scopi alimentari.

I conigli di preferenza si muovono tra l’alba e il tramonto, ciò mette questi animali in relazione con le ore predilette dagli spiriti per manifestarsi e per questo si pensava che fossero i messaggeri dell’Aldilà. È rimasta legata ai conigli, infatti, la credenza che possano passare da un mondo all’altro, portando messaggi generalmente positivi di fecondità, incoraggiamento, vicinanza, rinascita e vittoria sulle proprie paure.

Il coniglio domestico appartiene insieme a lepri e pica, all’ordine dei lagomorfi, alla classe dei mammiferi, al sottotipo dei vertebrati, al tipo dei cordati. Molte le ipotesi sull’origine del coniglio domestico, ma la più diffusa è quella secondo la quale derivi dal coniglio selvatico. Altra ipotesi, tra le più attendibili, è quella che ritiene che il coniglio domestico sia il risultato di un incrocio tra la lepre e il coniglio selvatico. Vivendo da sempre a contatto con l’uomo ed essendo da questi protetto, il coniglio domestico possiede caratteristiche molto differenti da quelle del coniglio selvatico, sia nel fisico che nel carattere: ha il capo più affusolato, orecchie piu lunghe e dimensioni maggiori. I colori del mantello variano dal grigio fulvo al bianco fino ad arrivare al nero. Inoltre può essere di tinta unita oppure macchiettato, il colore piu diffuso rimane comunque il grigio.

La continua convivenza con l’uomo ha insegnato al coniglio a non averne così tanta paura e l’atavico timore è andato via via diminuendo così che il coniglio domestico non è timido come comunemente si ritiene, ma impara ben presto a riconoscere le persone che lo allevano delle quali non solo non ne ha paura, ma le avvicina presso il reticolato della gabbia o del recinto, quando le vede arrivare. Il coniglio domestico è uno degli animali più indicati per chi non ha molto spazio e ha bisogno di compagnia. Grazie al suo spirito docile, è adatto a far divertire bambini e persone di tutte le età. È adatto anche a coloro che hanno timore di animali di grossa taglia. Ciò non significa, però, che si possa trattare questo piccolo animale senza le dovute cure e attenzioni. I conigli sono animali sociali che non devono essere allevati in solitudine.

Gli animali d’allevamento generalmente vivono fino a 7-8 anni. Per evitare una riproduzione incontrollata, occorre tener conto che la maturità sessuale sopraggiunge tra le 8 e le 10 settimane dalla nascita e pertanto, a partire da quel momento, i sessi devono essere tenuti separati oppure gli individui maschi devono essere castrati. Adottare un coniglio significa accogliere un animale domestico con il cuore e l’attitudine di un animale selvatico. Infatti, rispetto a un gatto o a un cane, è più complicato conquistarsi la fiducia di un coniglio: questo piccolo animale è estremamente intelligente, socievole e affettuoso, ma sa essere allo stesso tempo testardo e vendicativo. Essendo animali erbivori, l’alimentazione naturale è costituita da erba, foglie secche, radici, cortecce, fieno, germogli, fiori, e varii alimenti vegetali. È importante che nella loro alimentazione non manchino sali minerali e fibre, utili a favorire la masticazione e a prevenire l’obesità. Il silicio, contenuto nell’erba, è ottimo per la crescita dei denti. Meglio evitare patate, piselli, mais e lattuga iceberg e limitare il sedano, il prezzemolo e gli spinaci. Va segnalato che l’alimentazione a base di pane, fette biscottate, farine d’avena, melassa, carboidrati o mangimi in ogni caso è causa di gravi problemi digestivi e dentali che se non curati possono causare anche la morte. La corretta alimentazione del coniglio è quindi composta da fieno in quantità abbondante, verdura fresca e pulita in quantità pari a circa 250–300 g per kg di peso del coniglio stesso ed acqua sempre a disposizione. È importante lasciare questo cibo sempre a disposizione dell’animale in quanto l’apparato digerente del coniglio è a digestione continua.

Testi tratti da “L’allevamento moderno dei Conigli” – De Vecchi editore