I nostri orti-giardino biologici, situati nel Bioparco e nella campagna intorno alla torre e al borgo di Apella, rappresentano appieno la nostra passione per la coltivazione. Questa passione è stata ereditata da nostro padre Mario e risale ai nostri nonni, i quali coltivavano una vasta varietà di ortaggi e frutta, come si faceva storicamente nelle terre contadine, per garantire, nei diversi momenti dell’anno, la frutta e la verdura per la propria alimentazione, con preferenza di specie autoctone e in via di estinzione.

Si tratta di un connubio diffuso di orti-giardini – frutteti, come nelle corti rurali del passato, per ottimizzare al meglio i fondi coltivabili. Negli ultimi anni, abbiamo introdotto diverse varietà tipiche del luogo che maturano in momenti diversi, garantendo così una fornitura variegata di frutta e verdura durante tutto l’anno. Inoltre, essendo piante rustiche, queste varietà sono generalmente resistenti alle principali avversità, senza aver bisogno di ricorrere ad agrofarmaci di sintesi. Tra queste piante vi sono frutti che oggi non si trovano più nei supermercati, come nespole, gelsi neri, giuggiole, cornioli, corbezzoli e mele cotogne/rotelle. Li trasformiamo in confetture e li conserviamo come sciroppi e liquori. Per questo motivo, oltre alla ricerca di varietà dimenticate, che rappresentano un patrimonio di selezione secolare (come la ricca biodiversità dei castagni), abbiamo anche riscoperto vecchie ricette di dolci, confetture, conserve e antichi metodi di conservazione come l’appassimento e l’essiccazione. Tutto questo viene offerto agli ospiti del nostro agriturismo.

Valorizzando queste varietà antiche e le ricette storiche del territorio, raccolte nel corso degli anni dalle donne di Apella e di Taponecco, abbiamo tramandato le tradizioni di madre in figlia; a tal proposito vogliamo ringraziare Enza Giovannini depositaria di ricette e conoscitrice di erbi. Facciamo dunque un vero e proprio viaggio nel tempo per tornare ad un’agricoltura scandita dalle stagioni. Questa produzione offre profumi e sapori autentici e distintivi, che non si uniformano ai gusti e all’aspetto esteriore imposti dal mercato. L’identità di un territorio si conserva infatti anche attraverso i ricordi di sapori e profumi legati a un’epoca appena trascorsa. I nostri orti sono luoghi di lavoro che richiedono fatica, con le loro pendenze e terrazzamenti, ma anche molta attenzione, costanza, conoscenza e passione. Tuttavia, tutto questo ci rende felici e soddisfatti e speriamo che queste emozioni possano essere trasmesse, anche in piccola parte, ai nostri ospiti e a coloro che, passeggiando in questa oasi, riescono a cogliere la bellezza che si nasconde dietro la biodiversità, la sostenibilità e la stagionalità. Lavorare la terra è un antico sapere che racchiude in sé conoscenze agronomiche, culinarie, religiose e di vita quotidiana. Questo sapere plasmerà il paesaggio e lo custodirà nel tempo. Durante i primi del Novecento e nel dopogeurra, gli emigranti, legati alla cultura contadina, hanno portato con sé nelle valigie da migrante i semi della propria terra, selezionati gelosamente nel corso dei secoli, come straordinari documenti di identità della loro comunità. I nostri orti sono le nostre radici, i semi di ciò che siamo oggi, sono il legame con un territorio che vive al ritmo del tempo, in equilibrio con le stagioni e con i cicli della terra e del cielo.

Barbara Maffei